13.02.2017

Indagine Federazione Filiera della Carta e della Grafica terzo e quarto trimestre 2016

federgrafica expostampa

 

Indagine congiunturale rapida su terzo e quarto trimestre 2016


“Dinamica della congiuntura settoriale in leggero peggioramento nel terzo trimestre 2016, giudizi neutrali sul quarto trimestre. Bene il Bonus 18 anni. Ora servono una misura strutturale per incentivare i consumi culturali e il via libera al decreto per promuovere la pubblicità incrementale sulla stampa. Bene anche i provvedimenti su iper e superammortamento in ottica Industria 4.0”.

Come di consueto, l’indagine FEDERAZIONE DELLA FILIERA DELLA CARTA E DELLA GRAFICA fornisce elementi importanti per la dinamica congiunturale dei settori delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting, della produzione di carte e cartoni, della grafica e della cartotecnica trasformazione.

Sulla base dei risultati rilevati nell’indagine presso le imprese, il Prof. Alessandro Nova dell’Università Bocconi commenta: “Nell’ambito dell’ultima rilevazione trimestrale della Federazione sul terzo e quarto trimestre 2016, i risultati mantengono una discreta intonazione ma, come già accaduto nella precedente indagine, la dinamica tendenziale mostra un leggero peggioramento. Le risposte all’indagine mostrano infatti che la quota dei rispondenti che dichiarano crescite nel fatturato interno risulta sostanzialmente allineata a quella di coloro che dichiarano una flessione. Lievemente migliore la situazione per quanto riguarda il mercato estero che sconta, però, una flessione delle aspettative. Queste aspettative prudenti riflettono, d’altronde, la dinamica del prodotto interno lordo italiano, che mantiene una tendenza positiva ma su livelli decisamente insoddisfacenti, soprattutto se comparato ad altri Paesi europei. Questa sostanziale “impasse” nella crescita del Paese si riflette anche sulla Filiera della Carta e della Grafica. E’ vero che la dinamica congiunturale a livello dell’intera Unione europea risulta caratterizzata da fenomeni di “stop and go”, ma come spesso accade in alcuni contesti nazionali prevalgono le fasi di “go” e in altri le fasi di “stop”. Con riferimento all’indagine relativa al terzo trimestre 2016, nell’ambito della dinamica precedentemente richiamata, i comparti della Federazione registrano il ritorno ad un mercato estero leggermente più favorevole, anche se le aspettative per il trimestre finale dell’anno sembrano nuovamente favorire la domanda interna.

A livello dei singoli comparti della Federazione, le macchine per grafica e converting hanno registrato i risultati di crescita del fatturato interno decisamente più favorevoli, mentre si assiste ad un lieve ottimismo del settore grafico sulla domanda interna, dopo un primo semestre in modesto calo. Al contrario indicazioni di rallentamenti provengono dal comparto cartotecnico trasformatore e da quello della produzione di carte e cartoni. Queste dinamiche, che invertono parzialmente i risultati della precedente rilevazione, confermano ancora la varietà di comportamenti nel tempo dei diversi comparti. Per quanto riguarda il fatturato estero, le risposte ricalcano quelle del mercato interno, con l’unica eccezione del settore carte e cartoni, che ha mostrato un miglioramento visibile anche nella componente estera della domanda, pur se in misura più contenuta. In questo contesto, il comparto cartotecnico trasformatore ha evidenziato senz’altro la dinamica più complessa, dopo un primo semestre molto positivo.

Le indicazioni sul quarto trimestre 2016 mostrano attese ancora discordanti. Il comparto delle macchine grafiche e per il converting prosegue con attese di crescita estremamente favorevoli. Prevalgono invece giudizi maggiormente neutrali nel settore cartario, cartotecnico trasformatore e in quello grafico, con quest’ultimo che mostra però, in continuità con i risultati sul trimestre precedente, attese leggermente migliori”, conclude Nova.

Pietro Lironi, Presidente della Federazione della Filiera della Carta e della Grafica, commenta: “Questa indagine di Federazione evidenzia aspettative di rallentamento del nostro macrosettore nel secondo semestre 2016, dopo un buon andamento nel primo semestre. Nel 2016 il macrosettore dovrebbe essere comunque in ripresa e in linea con l’andamento positivo dell’economia italiana che cresce, sebbene a ritmi decisamente più moderati dell’economia internazionale ed ancora insoddisfacenti. In grossa difficoltà resta il settore grafico-editoriale: ecco perché la Federazione si è battuta nel corso del 2016, in sede politica, affinché il Governo adottasse degli interventi di sostegno alla lettura e di conseguenza alla domanda e al consumo di prodotti stampati, con ricadute positive quindi anche sugli altri settori della filiera.

È stato così varato il Bonus di 500 euro per i diciottenni, spendibile per l’acquisto di libri e altri prodotti culturali. Un’iniziativa da noi promossa e appoggiata, le cui regole sono state definite dal Dpcm 187/2016, pubblicato in G.U. il 17 ottobre 2016, e che resterà in vigore almeno fino al 31 dicembre 2017. A fronte però della perdurante crisi del settore grafico-editoriale e del calo produttivo che ha caratterizzato il comparto anche nel 2016 (siamo a un -46% dal 2007!) questo provvedimento, seppure importante come segnale politico di attenzione, non può essere sufficiente. Serve un intervento strutturale, continuativo e che aiuti l’Italia a incrementare quei tassi di lettura che la vedono agli ultimi posti a livello Ue. Un vero gap culturale del Paese, oltre che un punto di debolezza storico del settore. Rinnoviamo quindi la nostra richiesta di un’iniziativa forte di politica fiscale, che consenta ai cittadini di poter detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese per l’acquisto di libri, quotidiani e periodici, così come avviene per le spese sanitarie. La cultura e l’informazione sono beni pubblici altrettanto preziosi.

Registriamo poi il perdurare di un altro problema storico del nostro settore, ovvero quello degli investimenti pubblicitari calanti sui mezzi stampa e in direct mail. Se da un lato i dati Nielsen 2016 confermano infatti una ripresa degli investimenti pubblicitari in Italia (+1,7% sul 2015), seppure con un rallentamento in autunno (nei primi 9 mesi era +2,5%), dall’altro la parte del leone, in termini di crescita, continua a farla la TV (+5,4%), che detiene in Italia una quota sugli investimenti enormemente superiore a quella registrata negli altri Paesi europei. Gli investimenti pubblicitari sulla stampa sono invece diminuiti ancora del 5,6% tra il 2015 e il 2016 (-6,7% sui quotidiani, -4% sui periodici) e quelli in direct mail sono calati del 4,2%. È sempre più urgente quindi che venga emanato il Decreto attuativo che disciplini l’altra misura di sostegno (recepita nella Legge per il Fondo per il pluralismo dell’informazione) per la quale ci siamo battuti nell’arco del 2016, ovvero la deduzione fiscale degli investimenti in pubblicità incrementale (quella maggiore rispetto agli anni precedenti) delle imprese, possibilmente premiando quelli su quotidiani e periodici”.

Lironi ricorda che:”La competitività dell’industria cartaria italiana, un pezzo importante di economia circolare del Paese (il 55% della produzione cartaria nazionale è realizzato impiegando carta da riciclare e per alcune tipologie di carte per imballaggio la carta da riciclare è l’unica materia prima fibrosa), è fortemente influenzata dai costi dell’energia che sono purtroppo in Italia tra i più alti d’Europa. Secondo le elaborazioni del Ministero dello sviluppo economico, l’energia elettrica sconta un differenziale del 47% rispetto alla Germania e il gas un differenziale del 14% rispetto alla Borsa TTF, riferimento delle imprese europee per i contratti del gas. Occorre pertanto lavorare per azzerare tali differenziali se si vuole mantenere l’industria cartaria competitiva e con essa tutto l’indotto. Occorre in primo luogo ridurre il peso degli oneri di sistema nella bolletta elettrica delle imprese energivore italiane. Un primo importante passo è stato fatto grazie all’intervento del Ministro Calenda che ha sbloccato dopo 4 anni i pagamenti degli arretrati dal 2013 al 2015. Occorre però anche prevedere per le imprese energivore italiane lo stesso sgravio previsto per le imprese energivore di Francia e Germania e al tempo stesso prevedere meccanismi di riduzione degli oneri di sistema sul gas per le imprese energivore. Competitività significa anche investimenti e gli investimenti in efficienza energetica sono all’ordine del giorno per le imprese cartarie. Oggi tali investimenti sono messi in discussione dall’incertezza normativa che gravita intorno ai certificati bianchi (TEE) sia sui nuovi progetti che su quelli esistenti. Cruciale, sempre in termini di competitività, l’evoluzione delle confuse proposte UE sulla modifica della metodologia di calcolo dei dazi anti-dumping nei confronti di paesi ad economia non di mercato, quali la Cina, e sulla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale, fortemente criticate dall’Italia (da segnalare l’impegno in merito del Ministro Calenda), in un contesto globale politicamente sempre più complesso.

Sul fronte degli investimenti tecnologici, la Federazione ha accolto con estremo favore i provvedimenti riguardanti l’iperammortamento e il superammortamento, in ottica Industria 4.0. Nonostante la crisi dei consumi, c’è parsa importante l’introduzione di elementi che facilitino il miglioramento della qualità produttiva degli impianti, con la prospettiva di nuove applicazioni anche in ambito grafico-editoriale e cartario. La Federazione si sta spendendo in prima persona per la corretta divulgazione delle opportunità che questo progetto, voluto dal Ministro Carlo Calenda, offre alla Filiera”, conclude Lironi.

Federazione Filiera della Carta e della Grafica

Analizzando i risultati dei singoli settori, per i costruttori di macchine grafiche, cartotecniche e per il converting il terzo trimestre 2016 in generale prosegue in maniera positiva: tutti gli indicatori registrano un momento dinamico per il settore. Nello specifico, sul fronte interno, l’andamento del fatturato del terzo trimestre registra una crescita nel 38% delle aziende, con una stabilità nel 62%. Gli ordini invece si incrementano nel 45% dei casi. Simili le risposte per i mercati esteri, con fatturati incrementati nel 50% delle imprese; le indicazioni sulla flessione sono del 5%, con una stabilità al 45%; infine seguono con una flessione nel 10% dei casi gli ordini. Stazionaria l’occupazione, ferma nel 62% delle aziende e in incremento nel 38%. Nel quarto trimestre 2016 le stime sono positive, ma in peggioramento: il 42% delle aziende rispondenti all’indagine prevede una crescita del fatturato, il 37% stabilità, con una diminuzione nel 21% dei casi. La previsione della quota percentuale di export sul fatturato sono per la metà dei rispondenti (52%) di stabilità, segue la diminuzione con il 30% delle risposte e la crescita con il restante 18%. Continua ad essere stabile la previsione relativa all’occupazione, per il 71% dei rispondenti; segue la crescita, con il 29%.

Il campione di imprese produttrici di carte e cartoni (che rappresenta il 71% del fatturato dell’intero settore) descrive per il terzo trimestre 2016 un quadro a consuntivo decisamente non favorevole con riferimento al mercato interno; complessivamente positivo, invece, il quadro riferito alle componenti estere sia di fatturato che di ordini. Sempre caute, ma questa volta prevalentemente improntate al pessimismo, le previsioni sugli andamenti dell’ultimo trimestre dell’anno, probabilmente influenzate in parte anche dai non positivi risultati del periodo estivo. I risultati dell’indagine sui consuntivi del terzo trimestre 2016, presentano un quadro negativo per quanto riguarda le componenti interne di fatturato ed ordini, dove le indicazioni di riduzione superano quelle di aumento rispetto al trimestre precedente. Il bilancio appare particolarmente negativo per il fatturato interno per cui quasi il 46% degli interpellati riferisce cali, contro il 40% che dichiara valori in linea con il periodo precedente e poco più del 14% che ha conseguito risultati migliori. Meno accentuata la differenza, comunque negativa, tra risultati in miglioramento (14% dei casi) e quelli in peggioramento (31% degli interpellati) visibile per gli ordini interni, dove risultano prevalenti i giudizi di stazionarietà sui valori del trimestre precedente (55%). Torna in risalto, quindi, il ruolo delle componenti estere dei due aggregati oggetto di analisi, dove i risultati positivi superano quelli negativi (dell’11% per il fatturato, del 2% per gli ordini) e la quota maggiore degli interpellati riferisce livelli analoghi a quelli del trimestre precedente (53% per il fatturato; 56% per gli ordini). L’occupazione è riferita stabile dal 94% degli interpellati e la quota restante è divisa equamente tra aumenti e riduzioni (3%).

Probabilmente influenzate dai poco incoraggianti risultati del trimestre estivo, le previsioni formulate a fine settembre dallo stesso campione di imprese sugli andamenti del periodo finale dell’anno, ovvero il quarto trimestre 2016. Sempre generalmente prudenti, tali previsioni riflettono, per la prima volta dall’indagine di fine settembre 2014 (9 consultazioni trimestrali), il prevalere di un certo pessimismo diffuso a tutte le variabili indagate. Le attese di stabilità prevalgono ovunque, con un’accentuazione per le componenti estere (79% del campione sia per fatturato che per ordini), dove la quota dei pessimisti eccede quella degli ottimisti del 15% per il fatturato, del 9% per gli ordini. Più evidente l’intonazione pessimistica che emerge dalle componenti interne di entrambi gli indicatori, dove più di un’impresa su 4 si attende riduzioni e le attese di stabilità sui livelli del terzo trimestre sono intorno al 60% del campione. In merito all’occupazione, le cartiere consultate con l’indagine non si attendono variazioni.

In un quadro nazionale caratterizzato da una spesa delle famiglie abbastanza vivace, che ha però solo stabilizzato le vendite di alcuni prodotti culturali stampati, e da investimenti in advertising in ripresa ma non sulla stampa dove restano in negativo, determinando nel complesso un modesto calo del fatturato grafico, i giudizi delle aziende grafiche sul terzo trimestre 2016, rispetto al trimestre precedente, evidenziano un clima caratterizzato da moderato ottimismo o stazionarietà. Sul fatturato, sia interno che estero, vi è un discreto ottimismo: 4 imprese su 10 stimano un incremento rispetto al trimestre precedente, più o meno in linea con quelle che stimano una stabilità. Su ordini interni ed esteri invece prevale la stazionarietà, su cui si orienta circa metà del campione, mentre i pessimisti (3 aziende su 10) superano di poco gli ottimisti (2 su 10). L’occupazione è stazionaria nel 67% dei casi, in aumento nel 25% e in diminuzione solo nell’8% delle aziende.

Le previsioni sul quarto trimestre 2016 delle imprese grafiche mostrano un quadro all’insegna del lieve ottimismo sul fronte nazionale e della perfetta stabilità su quello estero. In confronto con il terzo trimestre 2016, il fatturato e gli ordini interni sono previsti stabili nel 50% delle aziende, in aumento nel 33% e in diminuzione nel 17% dei casi. Il fatturato e gli ordini esteri sono stimati stabili nel 56% delle imprese ed in diminuzione oppure in incremento in un uguale 22% delle aziende. Stabili le attese sull’occupazione nell’83% dei casi, con un 8% delle imprese che prevede di aumentare o ridurre gli organici.

Per le imprese cartotecniche trasformatrici, dopo un primo semestre dell’anno all’insegna di una positiva e continua performance del giro d’affari sia sul fronte interno che su quello estero (un risultato migliore rispetto alla media dell’industria manifatturiera), nel terzo trimestre 2016 i giudizi sono piuttosto negativi su entrambi i fronti, facendo intravvedere un’attenuazione del ritmo espansivo, almeno rispetto al secondo trimestre 2016. Il fatturato interno e gli ordini interni sono in diminuzione, rispetto al trimestre precedente, nel 47% delle imprese, con una stazionarietà intorno al 35-40% e una crescita solo nel 10-15% delle aziende. Riguardo ai giudizi su fatturato e ordini esteri, le imprese che accusano una flessione sono comprese tra il 40% ed il 60% circa, seguite da quelle che mantengono una stabilità (tra il 40% ed il 60%), mentre non sono segnalati incrementi. Stabili invece le valutazioni sull’occupazione: la stazionarietà vince nel 74% dei casi, con un 16% di aziende che indica un incremento, a fronte di un 11% di imprese in riduzione.

Le prospettive sul quarto trimestre 2016 delle imprese cartotecniche trasformatrici sono più orientate verso la stabilità di quelle appena delineate, con un profilo leggermente più favorevole sul mercato interno rispetto a quello estero. In confronto con il terzo trimestre 2016, il fatturato interno (così come gli ordini interni) è stimato stabile nel 42% dei casi, in incremento nel 32% e in diminuzione nel 26% delle imprese. Le previsioni sul fatturato e sugli ordini esteri evidenziano una stazionarietà nel 64% delle aziende, una diminuzione nel 21% e un incremento nel 14% dei casi. In leggero peggioramento le attese sull’occupazione, rispetto al trimestre precedente: stabili nell’84% dei casi, con un 16% di aziende che prevede di ridurre gli organici.

indagine Federazione Filiera della Carta e della Grafica


FEDERAZIONE DELLA FILIERA DELLA CARTA E DELLA GRAFICA è la Federazione di settore, aderente a Confindustria, costituita da ACIMGA - produttori di macchine per l’industria grafica, cartotecnica e per il converting (http://www.acimga.it), ASSOCARTA - produttori di carta, cartoni e paste per carta (http://www.assocarta.it) ed ASSOGRAFICI - industrie grafiche, cartotecniche e trasformatrici (http://www.assografici.it).

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